Le forme di intervento formativo e di ricerca Nodo per le organizzazioni e per il sociale sono la declinazione italiana di strumenti consolidati nel modello Tavistock.
Group Relations Conference
Fin dalla fine degli anni ‘90 il Nodo ha organizzato in Italia conferences esperienziali in cui i partecipanti diventano riflessivi nel “qui e ora” sui ruoli e processi consci e inconsci sottostanti la leadership, l’autorità e l’organizzazione.
Tra le varianti apportate al modello inglese della Leicester conference, nella storica conference italiana ALI ci sono: una crescente esplorazione del confine tra membri e staff; e l’introduzione di nuove esperienze di Social Dreaming.
Sono state inoltre create due conferences originali. LFA mette operatori e operatrici della salute mentale nella condizione di sperimentarsi come partecipanti-residenti in stile comunitario, per apprendere dalle azioni e comunicazioni non-verbali che caratterizzano la vita quotidiana nelle comunità terapeutiche.
ECW è la più giovane delle versioni italiane delle Group Relations. È focalizzata sui linguaggi corporei e creativi che possono informare un approccio più ecologico all’esplorazione delle dinamiche organizzative. Vengono esplorati i concetti di interdipendenza e di relatedness, elementi fondanti per il pensiero sistemico organizzativo, anche attraverso esperienze di movimento in natura.

CISPOS – Centro di Iniziative per il Supporto Psicologico agli Operatori Sanitari e sociali (già Centro Balint)
Il Centro di Iniziative per il Supporto Psicologico agli Operatori Sanitari e sociali (CISPOS), nato dall’evoluzione del Centro Balint all’interno dell’associazione “IL NODO group”, si configura come un polo specialistico dedicato alla “manutenzione” del ruolo di cura nelle professioni d’aiuto. La missione fondamentale è riassunta nel principio “aver cura di chi cura”, partendo dal presupposto che il lavoro socio-sanitario ed educativo comporti costi emotivi e rischi psicologici (come il burnout e la compassion fatigue) che necessitano di interventi strutturati.
Attraverso l’impiego del Metodo Balint, di gruppi di inter-visione e di consulenze organizzative, il Centro opera per mitigare l’impatto delle ansie consce e inconsce legate alla sofferenza dei pazienti. Il modello operativo si è evoluto da una funzione passiva di ascolto a un approccio proattivo sul territorio, finalizzato a intercettare i bisogni degli operatori direttamente nelle istituzioni e a negoziare programmi di supporto con le amministrazioni sanitarie.
Il Centro ha attraversato diverse fasi evolutive che ne hanno ridefinito l’identità e la portata operativa:
- Origini (2012-2019): Fondato a Torino come “Centro Balint”, ha operato come gruppo di studio inter-professionale coordinato da medici e psicologi. In questa fase, le attività principali includevano la conduzione di Gruppi Balint, indagini sul disagio professionale in collaborazione con l’Ordine dei Medici e la formazione per la Medicina Generale.
- La Crisi Pandemica (2020): L’irruzione del Covid-19 ha portato all’apertura di uno sportello telematico gratuito. La scarsa affluenza iniziale ha evidenziato la necessità di superare il modello dell’attesa di richieste d’aiuto a favore di un approccio proattivo.
- Rifondazione e CISPOS (2021-2022): L’integrazione tra il Centro Balint e il progetto CISPOS ha portato alla nascita dell’attuale Centro CISPOS. Questo cambiamento coincide con la trasformazione de IL NODO group in impresa sociale, consolidando una visione che estende il supporto a una vasta rete di welfare territoriale.
Aver cura di chi cura
La filosofia del Centro si fonda sulla consapevolezza che le professioni d’aiuto richiedono non solo competenze tecniche, ma anche elevate capacità emotive e relazionali.
Dinamiche del Disagio Professionale
Il documento identifica diverse fonti di stress e tensione per gli operatori:
- Fatica della compassione (Compassion fatigue): Il rischio di esaurimento derivante dal contatto prolungato con la sofferenza.
- Ansie Inconsce: Derivanti dall’identificazione con il paziente e dal timore della propria vulnerabilità.
- Difese di Ruolo: Barriere isolanti che, sebbene protettive, possono esacerbare lo stress anziché alleviarlo.
- Contagio Emotivo: Proiezioni dei sentimenti penosi dei pazienti sul personale, che possono generare conflitti interni alle équipe o verso l’istituzione.
Obiettivi Primari
- Studiare le cause del malessere organizzativo e dello stress lavoro-correlato.
- Esplorare e applicare strumenti di supporto basati sulla letteratura scientifica.
- Elaborare linee-guida e progetti per le istituzioni pubbliche e private.
- Creare spazi riflessivi per migliorare la gestione dei conflitti e la qualità della relazione di cura.
Il Centro ha strutturato il proprio lavoro in filoni specifici, gestiti da un gruppo di coordinamento:
| Area di Intervento | Descrizione e Metodologie |
|---|---|
| Gruppi Balint | Studio, gestione e formazione sul metodo Balint per soci e clienti esterni. |
| Supporto Istituzionale | Supporto psicologico specifico per operatori socio-sanitari in contesti istituzionali. |
| Inter-visione | Gruppi di riflessione e supporto tra pari per la condivisione di casi problematici. |
| “Balint e Oltre” | Ricerca sulle varianti e trasformazioni della metodologia Balint classica. |
| Autoformazione | Riunioni teoriche su letteratura internazionale e sessioni esperienziali per i membri. |
Il Centro estende la sua collaborazione a una rete eterogenea: medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, ma anche insegnanti, magistrati, avvocati e operatori della protezione civile.

Metodologia d’Intervento
Il Centro adotta un approccio multi-fasico per affrontare il sovraccarico degli operatori, strutturato in quattro passaggi sequenziali:
1. La Diagnosi
L’identificazione del problema avviene tramite:
- Osservazione Istituzionale: Osservazione partecipata non-interferente nei contesti di lavoro (es. reparti ospedalieri, RSA, 118).
- Indagine Soggettiva: Raccolta della percezione degli operatori tramite questionari o interviste per dar voce ai bisogni diretti.
2. La Condivisione
Restituzione dei risultati a operatori e amministratori per definire congiuntamente il problema e formulare ipotesi risolutive. Include eventi di sensibilizzazione sui costi emotivi della cura.
3. Iniziative di Supporto
Negoziazione di programmi di gruppo basati su metodologie psicodinamiche e sistemiche:
- Gruppi di riflessione e coaching sistemico-psicodinamico.
- Tecniche avanzate: Social dreaming, Role-playing, tecnica dell’“acquario” (fishbowl) e Group Relations Conferences.
4. Formazione
Programmi centrati sul benessere organizzativo e sul lavoro di gruppo, volti ad aumentare le competenze emotivo-relazionali e la qualità delle prestazioni professionali.
Ostacoli all’Intervento e Strategie di Superamento
Il documento evidenzia due barriere critiche che ostacolano il supporto ai curanti:
- Resistenza Individuale: La difficoltà degli operatori nel riconoscere il proprio bisogno d’aiuto, spesso legata a stereotipi di invulnerabilità o al timore dello “stigma” della fragilità.
- Diffidenza Amministrativa: Il timore delle direzioni sanitarie che i gruppi di supporto possano trasformarsi in contesti di protesta sindacale o accusatoria.
Strategia di risoluzione: Il CISPOS propone di superare tali ostacoli non attendendo richieste individuali, ma portando la consulenza direttamente nei luoghi di lavoro e dimostrando ai vertici istituzionali i benefici economici, politici e di efficienza derivanti da un personale psicologicamente supportato.
Organizzazione e Coordinamento (2026)
La gestione del Centro è affidata a un gruppo di figure specializzate:
Coordinatore: Mario Perini
Referente Archivio e Riunioni Scientifiche: Francesco Benincasa
Referente Psicologia Aziendale: Alessandra Lugli
Referente Gruppi di Intervisione: Andrea Pistone
Referente Inter-gruppi: Alessandro Siciliano
Referente Sanità Ospedaliera: Daniela Vassallo
Info per contatti: mario.perini1948@gmail.com ; cispos@ilnodogroup.it
Cispos
Centro di Iniziative per il Supporto Psicologico agli Operatori Sanitari e sociali (CISPOS)
Da diversi anni il Nodo supporta attività di Social Dreaming (per un approfondimento teorico vedi la pagina degli strumenti, Social Dreaming), una metodologia per trasformare il pensiero dei sogni usando le libere associazioni, l’amplificazione tematica, e il pensiero sistemico, in modo da creare legami, trovare connessioni e liberare/generare nuovi pensieri.
Il Nodo Group Impresa Sociale ospita due iniziative SD: a) un laboratorio di pensiero sociale mensile ‘ongoing’ coordinato da Franca Fubini; b) e un percorso di formazione, internazionale sia nella composizione dei partecipanti che dello staff.
Dura un anno ed è promosso da SDiN (Social Dreaming International Network), in collaborazione con il Nodo e il Tavistock Institute of Human Relations. (vedi locandine)
L’ultima edizione di training del 2019-2020 si è appena conclusa. Rispondendo all’emergenza Covid, da aprile 2020 è diventata una efficace e apprezzata formazione online.

Le date della prossima edizione saranno comunicate su questo sito, sul sito di SDiN e del TIHR.
Ongoing
Franca Fubini, Claudio Cassardo, Alice Mulasso e Alfredo Veneziale vi invitano a partecipare ad una serie di matrici di sogno sociale.
Training
Il training si articola in tre moduli di tre giorni consecutivi più uno di quattro giorni, nel corso di un anno.
Centro Coaching

Il Centro Coaching nasce nel 2021 come tappa fondamentale di un percorso di studio iniziato nel 2013 da un gruppo di soci del Nodo che hanno approfondito il Coaching Sistemico Psicodinamico e il suo utilizzo nella consulenza al ruolo e negli interventi rivolti alle organizzazioni.
Il Centro offre percorsi di Coaching rivolti a coloro che:
- svolgono un ruolo di responsabilità all’interno delle organizzazioni
- hanno interesse ad approfondire e migliorare il proprio ruolo professionale
- stanno sviluppando nuove progettualità
- vogliono affrontare al meglio le sfide del mondo del lavoro
- vogliono conoscere ed approfondire le proprie caratteristiche di leadership
Il Centro sviluppa progetti rivolti alle aziende – pubbliche o private, operanti nei diversi settori industriali, terziario o sociosanitario – nell’ambito di processi più ampi di riorganizzazione, ristrutturazione e di upskilling.
Il Coaching è un intervento rivolto alla persona per sostenerla nella sua realizzazione professionale, stimolandola ad individuare strumenti di crescita e cambiamento. È un processo che porta allo sviluppo di competenze emotive e relazionali, indispensabili per avere consapevolezza del proprio ruolo nell’organizzazione.
Il Coaching Sistemico Psicodinamico dà la possibilità di esplorare sé stessi e il proprio percorso professionale, rendendo così possibile la trasformazione dell’esperienza in competenza e creando un ponte tra la conoscenza e la capacità di utilizzare e riconoscere gli strumenti adatti, trovare chiavi di lettura, visioni e connessioni con il sistema e l’organizzazione.
È un’opportunità per la persona di prendersi un tempo per pensare, e esplorare quelle capacità introspettive che consentono di conoscere meglio se stessi, le proprie relazioni e la capacità di interagire nei gruppi di lavoro.
I risultati del processo portano la persona a saper gestire meglio i momenti di stress e di complessità organizzativa, nonché a contenere l’ansia derivante dai continui cambiamenti.
Attraverso il Coaching è possibile migliorare la percezione del contesto lavorativo e sociale per trovare dentro di sé risposte che consentono di trasformare le situazioni problematiche in azioni virtuose attraverso un atteggiamento creativo.
Questo percorso oltre a sostenere la persona nella gestione dei processi lavorativi, nella gestione dei conflitti, nel superamento di quegli ostacoli apparentemente invisibili, consente di trovare “una via” in maggiore equilibrio tra le proprie aspettative di realizzazione e la realtà.
Il Centro Coaching del Nodo sul piano teorico e metodologico si riferisce all’approccio sistemico – psicodinamico, che integra le idee psicoanalitiche, che ci aiutano a comprendere il significato dell’inconscio sulle azioni dell’individuo, l’estensione di queste allo studio delle dinamiche dei gruppi di lavoro sviluppato da W. Bion e il pensiero sistemico introdotto da Eric Miller e A.K. Rice negli anni ’60, che ci permette di leggere l’organizzazione nel suo contesto e di comprenderne le interazioni.
Per conoscere i coach del Centro e richiedere informazioni su un intervento di Coaching, visitare la sezione Ongoing.
Centro Coaching
Listening Post
Il Listening Post è una riunione periodica annuale di 8-15 persone in cui i partecipanti riflettono insieme sulla società di cui fanno parte, fornendo una “istantanea” di una società in un particolare momento nel tempo. LP si basa sul concetto che le persone possono, con qualche incoraggiamento, assumere un ruolo attivo di cittadino che riflette, mobilitando l’ego che osserva. Le dinamiche del gruppo possono essere tali che anche un piccolo gruppo possa agire come se fosse un microcosmo del grande gruppo che è la società. I temi che emergono, attraverso il dialogo associativo, possono legittimamente essere analizzati per il loro contenuto sociale, al di là degli aspetti individuali e personali.
Lo scopo è quello di mettere in grado i partecipanti all’esperienza di comprendere le relazioni che intrattengono, come cittadini e come individui, col sistema dei rapporti sociali di cui fanno parte. Condividendo pensieri e preoccupazioni con individui che hanno ruoli istituzionali diversi dai loro, i partecipanti di LP, possono innanzitutto esplorare dinamiche consce e inconsce che sono prevalenti nel dialogo associativo del gruppo e successivamente cercare si analizzarne i contenuti.
La metodologia
La metodologia si basa su: teorie psicoanalitiche, teorie di funzionamento dei sistemi aperti e la tradizione delle group relations conferences. La discussione di gruppo è strutturata, ma non è impostata nessuna agenda e nessun problema è a priori identificato. Eventuali temi che emergono sono opera dei partecipanti che assumono i loro ruoli di cittadini. Collettivamente sono invitati a cercare di individuare le dinamiche sia consce che inconsce che possono essere predominanti e cercare di sviluppare una comprensione di ciò che sta accadendo nella società nel “qui ed ora” e del gruppo come “un tutto”. L’ipotesi di fondo è che in un gruppo di persone riunitesi per uno scopo (cioè un sistema) i meccanismi di funzionamento sociale (rapporti di potere, inclusione e esclusione, leadership, ecc.) tendono a manifestarsi attraverso processi di pensiero inconsci analoghi a quelli che si osservano nella società (principio di isomorfismo).
Il report globale
Dal 2000 gli LP sono stati convocati su base trimestrale a Londra, ad intervalli regolari ma meno frequenti in varie altre sedi regionali di UK, e annuali a livello internazionale. Oggi il coordinamento internazionale di Listening Post coinvolge 37 paesi.
Intorno a una data concordata a gennaio di ogni anno, sotto la guida e il coordinamento inglese di OPUS, gli LP locali vengono convocati allo scopo di fornire una fotografia delle dinamiche sociali di tutto il mondo. I singoli report nazionali vengono preparati dai “convenors” (i facilitatori locali), che descrivono le osservazioni ricavate dall’esperienza di gruppo di cui hanno coordinato il lavoro e con l’approvazione del gruppo, inviano il report locale agli organizzatori a Londra.
Nelle settimane successive il gruppo di studio di OPUS rielabora i reports, li assembla in un documento globale in lingua inglese che apparirà nel primo capitolo della rivista scientifica di OPUS, Organizational and Social Dynamics, dell’anno in cui l’incontro si è tenuto.

Gruppi Soci
All’interno del Nodo group sono attivi diversi gruppi di studio di soci/e e simpatizzanti, sia tematici che di intervisione.
I gruppi tematici affrontano argomenti specifici trattati in un’ottica sistemico-psicodinamica; i gruppi di intervisione si confrontano su casi organizzativi utilizzando diverse metodologie e sono localizzati in determinate aree territoriali per favorire gli incontri in presenza.
I portavoce dei gruppi di studio si confrontano periodicamente durante l’anno con la facilitazione di un Referente gruppi, per scambiare ipotesi sulla vita dei gruppi e raccogliere richieste e proposte che i gruppi desiderano portare al Direttivo.
L’intergruppo è quindi un momento di osservazione sul funzionamento dei gruppi e anche dell’Impresa Sociale, che aiuta a capire come si articola il senso di appartenenza al Nodo dei gruppi stessi.

Social Dreaming