Le forme di intervento formativo e di ricerca Nodo per le organizzazioni e per il sociale sono la declinazione italiana di strumenti consolidati nel modello Tavistock.

Group Relations Conference

Fin dalla fine degli anni ‘90 il Nodo ha organizzato in Italia conferences esperienziali in cui i partecipanti diventano riflessivi nel “qui e ora” sui ruoli e processi consci e inconsci sottostanti la leadership, l’autorità e l’organizzazione.

Tra le varianti apportate al modello inglese della Leicester conference, nella storica conference italiana ALI ci sono: una crescente esplorazione del confine tra membri e staff; e l’introduzione di nuove esperienze di Social Dreaming.

Sono state inoltre create due conferences originali. LFA mette operatori e operatrici della salute mentale nella condizione di sperimentarsi come partecipanti-residenti in stile comunitario, per apprendere dalle azioni e comunicazioni non-verbali che caratterizzano la vita quotidiana nelle comunità terapeutiche.

ECW è la più giovane delle versioni italiane delle Group Relations. È focalizzata sui linguaggi corporei e creativi che possono informare un approccio più ecologico all’esplorazione delle dinamiche organizzative. Vengono esplorati i concetti di interdipendenza e di relatedness, elementi fondanti per il pensiero sistemico organizzativo, anche attraverso esperienze di movimento in natura.

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Centro Balint

Il Centro Studi Balint nasce a Torino alla fine del 2012 per studiare e sostenere il ruolo di cura nelle professioni d’aiuto (sanitarie e rivolte a problemi e bisogni sociali ed educativi) e con due obiettivi:

  1. la conoscenza – attraverso la raccolta di bibliografia, studi, ricerche, dati e testimonianze – dei costi emotivi delle “professioni d’aiuto”, mediche ma non solo, anche mediante l’apertura di uno specifico “osservatorio” sul sito dell’Ordine dei medici di Torino;
  2. la manutenzione del ruolo curante mediante lo sviluppo e l’applicazione di metodi di prevenzione e protezione rispetto ai fenomeni di malessere organizzativo, burnout e stress lavoro-correlato (in particolare il metodo Balint), manutenzione focalizzata sull’impatto dei fattori sovra-individuali – relazioni di ruolo e di rete, processi gruppali e dinamiche istituzionali/sociali – implicati nel compito della cura e dell’aiuto.

Oggi il centro è composto, oltre che dal suo fondatore Mario Perini, da un piccolo gruppo di medici (di famiglia e ospedalieri) e psicologi, con un’esplicita apertura inter-professionale, ed è coordinato da Marco Araldi (medico di medicina generale e formatore, che ospita il gruppo nel suo studio) e da Alessandro Siciliano (psicologo clinico, psicoterapeuta e supervisore di personale sanitario).

L’elemento comune di collaborazione inter-professionale è l’attenzione per la relazione di cura (care, non solo cure, terapia) che lega il professionista al suo cliente, paziente, utente, ma anche le relazioni di gruppo e di rete che lo connettono con le altre figure e agenzie, con le istituzioni, con il territorio, con le famiglie e le associazioni, con le regole, le leggi e le strategie di programmazione, in pratica con tutti i portatori di interessi, in primo luogo quelli dell’economia e della politica. Sopravvivere a questo bagno di complessità senza farsi male, senza esaurirsi e diventare cinici e demotivati, conservando nello stesso tempo la capacità di pensare, l’integrità, la competenza, l’empatia e la possibilità di provare piacere nel lavoro è un obiettivo ambizioso che pensiamo sia però realisticamente raggiungibile.

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In questi anni, dopo una prima fase di assestamento e di condivisione di pensieri e linguaggi, il Centro ha svolto una serie di attività:

  1. Organizzazione e conduzione di Gruppi Balint interprofessionali, con la partecipazione di medici, psicologi, educatori e insegnanti.
  2. Eventi pubblici di presentazione del Metodo Balint (presso l’Ordine dei medici, l’Ospedale Mauriziano di Torino, la FIMMG).
  3. Partecipazione ad eventi organizzati da altri soggetti (i Seminari dello CSeRMeG, il Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale; le Giornate Balint Parmensi; un Convegno nazionale).

Nel 2019 la giornata di studio a Verona sulla fatica della cura ha raccolto un’ampia partecipazione (vedi locandina). Attualmente il Centro Studi, oltre agli incontri del gruppo dei soci Centro Balint (link alla pagina del gruppo dei soci Centro Balint), porta avanti due progetti: a) un percorso ‘ongoing’ a pagamento di Gruppo Balint interprofessionale per la manutenzione del ruolo curante nelle professioni d’aiuto, giunto alla 9° edizione; b) un progetto di gruppo applicativo legato alla situazione pandemica, che ha preso il nome di CISPOS.

Segnaliamo anche l’apertura di uno sportello telematico di supporto psicologico gratuito agli operatori della salute impegnati nei compiti di cura, prevenzione e assistenza richiesti dalla pandemia del CoronaVirus, agli operatori dell’emergenza e della pubblica sicurezza.

Per informazioni: Marco Araldi (marco.araldi@gmail.com ); Alessandro Siciliano (ale_siciliano2@libero.it).

Ongoing

Gruppo Balint interprofessionale per la manutenzione del ruolo curante nelle professioni d’aiuto.

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Cispos

Progetto CISPOS. Osservatorio sulle criticità nei rapporti fra operatori sanitari e contesto sociale e professionale

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Social Dreaming

Da diversi anni il Nodo supporta attività di Social Dreaming (per un approfondimento teorico vedi la pagina degli strumenti, Social Dreaming), una metodologia per trasformare il pensiero dei sogni usando le libere associazioni, l’amplificazione tematica, e il pensiero sistemico, in modo da creare legami, trovare connessioni e liberare/generare nuovi pensieri.

L’associazione ospita due iniziative SD: a) un laboratorio di pensiero sociale mensile ‘ongoing’ coordinato da Franca Fubini; b) e un percorso di formazione, internazionale sia nella composizione dei partecipanti che dello staff.

Dura un anno ed è promosso da SDiN (Social Dreaming International Network), in collaborazione con il Nodo e il Tavistock Institute of Human Relations. (vedi locandine)

L’ultima edizione di training del 2019-2020 si è appena conclusa. Rispondendo all’emergenza Covid, da aprile 2020 è diventata una efficace e apprezzata formazione online.

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Le date della prossima edizione saranno comunicate su questo sito, sul sito di SDiN e del TIHR.

Ongoing

Franca Fubini, Claudio Cassardo, Alice Mulasso e Alfredo Veneziale vi invitano a partecipare ad una serie di matrici di sogno sociale.

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Training

Il training si articola in tre moduli di tre giorni consecutivi più uno di quattro giorni, nel corso di un anno.

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Listening Post

Che cos’è un LP?

Il Listening Post è una riunione periodica annuale di 8-15 persone in cui i partecipanti riflettono insieme sulla società di cui fanno parte, fornendo una “istantanea” di una società in un particolare momento nel tempo. LP si basa sul concetto che le persone possono, con qualche incoraggiamento, assumere un ruolo attivo di cittadino che riflette, mobilitando l’ego che osserva. Le dinamiche del gruppo possono essere tali che anche un piccolo gruppo possa agire come se fosse un microcosmo del grande gruppo che è la società. I temi che emergono, attraverso il dialogo associativo, possono legittimamente essere analizzati per il loro contenuto sociale, al di là degli aspetti individuali e personali.

Lo scopo

Lo scopo è quello di mettere in grado i partecipanti all’esperienza di comprendere le relazioni che intrattengono, come cittadini e come individui, col sistema dei rapporti sociali di cui fanno parte. Condividendo pensieri e preoccupazioni con individui che hanno ruoli istituzionali diversi dai loro, i partecipanti di LP, possono innanzitutto esplorare dinamiche consce e inconsce che sono prevalenti nel dialogo associativo del gruppo e successivamente cercare si analizzarne i contenuti.

La metodologia

La metodologia si basa su: teorie psicoanalitiche, teorie di funzionamento dei sistemi aperti e la tradizione delle group relations conferences. La discussione di gruppo è strutturata, ma non è impostata nessuna agenda e nessun problema è a priori identificato. Eventuali temi che emergono sono opera dei partecipanti che assumono i loro ruoli di cittadini. Collettivamente sono invitati a cercare di individuare le dinamiche sia consce che inconsce che possono essere predominanti e cercare di sviluppare una comprensione di ciò che sta accadendo nella società nel “qui ed ora” e del gruppo come “un tutto”. L’ipotesi di fondo è che in un gruppo di persone riunitesi per uno scopo (cioè un sistema) i meccanismi di funzionamento sociale (rapporti di potere, inclusione e esclusione, leadership, ecc.) tendono a manifestarsi attraverso processi di pensiero inconsci analoghi a quelli che si osservano nella società (principio di isomorfismo).

Il processo

Un LP è diviso in tre parti distinte:

Parte 1: Condivisione delle preoccupazioni, delle emozioni e delle esperienze

I partecipanti sono invitati a individuare, contribuire e di esplorare la loro esperienza nei loro diversi ruoli sociali: di lavoro, disoccupati o pensionati; come membri di associazioni religiose, politiche, quartiere o di organizzazioni di volontariato o di piacere, o come membri di famiglie e comunità. Cioè il “sociale” o mondo “esterno” dei partecipanti. In questa parte della discussione nessun ordine del giorno è impostato, per ottenere una rappresentazione emergente il più possibile “autentica”.

Parte 2: Identificazione dei temi principali

Collettivamente i partecipanti cercheranno di identificare i temi principali emersi nella parte 1.

Parte 3: Analisi e formulazione di ipotesi

I partecipanti insieme cercano di identificare le dinamiche consce e inconsce sottostanti e sviluppare ipotesi sul perché potrebbero essere presenti in questo momento, mettendo in gioco i mondi “psico” o “interni”: le idee collettive e modi di pensare determinano la percezione e informano le successive azioni.

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Il report globale

Dal 2000 gli LP sono stati convocati su base trimestrale a Londra, ad intervalli regolari ma meno frequenti in varie altre sedi regionali di UK, e annuali a livello internazionale. Oggi il coordinamento internazionale di Listening Post coinvolge 37 paesi:

Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Cile, Cuba, Czek Ceca, Danimarca, Estonia, Isole Faroe, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Groenlandia, Olanda, Ungheria, India, Irlanda, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Messico, Norvegia, Perù, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Tailandia, Regno Unito, Stati Uniti d’America.

Intorno a una data concordata a gennaio di ogni anno, sotto la guida e il coordinamento inglese di OPUS, gli LP locali vengono convocati allo scopo di fornire una fotografia delle dinamiche sociali di tutto il mondo. I singoli report nazionali vengono preparati dai “convenors” (i facilitatori locali), che descrivono le osservazioni ricavate dall’esperienza di gruppo di cui hanno coordinato il lavoro e con l’approvazione del gruppo, inviano il report locale agli organizzatori a Londra. Nelle settimane successive il gruppo di studio di OPUS rielabora i reports, li assembla in un documento globale in lingua inglese che apparirà nel primo capitolo della rivista scientifica di OPUS, Organizational and Social Dynamics (www.osd.org.uk), dell’anno in cui l’incontro si è tenuto.

An Organisation for Promoting Understanding of Society (OPUS)

Opus nasce nel 1975 a Londra, nel Regno Unito, come organizzazione internazionale no profit per sviluppare e diffondere la cultura nata dalla tradizione delle Group relations conferences su scala sociale più ampia. Incoraggia infatti la riflessione sulla società, adottando un approccio psicosociale basato su relazioni di gruppo, psicoanalisi e sistemi teorici e pratici. Fin dalla sua fondazione, ha sviluppato sviluppo un metodo di indagine sociale chiamato “Listening Post”. Nel corso degli anni, ci sono state diverse versioni; la versione più recente sviluppata nel 2000, ha introdotto una standardizzazione del processo che ha reso disponibile un maggior grado di confronto fra paesi.

Il concetto di psicosociale

Il concetto di “psico” richiama l’attenzione sul fatto che ciò di cui abbiamo a che fare nelle transizioni dei sistemi sociali è il cambiamento fondamentale a due livelli distinti nello stesso tempo. Inoltre, i principi da cui il cambiamento avviene in ciascuno di questi livelli sono molto diversi. A un certo livello sono i fattori “sociali”: i prodotti e servizi, le tecnologie, le strutture organizzative, la cultura e le regole e le procedure che sono le cose della vita quotidiana delle persone e del lavoro, le realtà esterne che ci circondano. Questi operano secondo i principi che possono essere tecnico, economico, sociologici, legali, o ambientali. All’altro livello ci sono i fattori “psico”: le credenze e valori, le speranze, le ansie, e meccanismi di difesa, le idee e modi di pensare di queste stesse persone che determinano la percezione delle realtà esterne e plasmano le loro azioni. Si tratta di fenomeni dell’esperienza soggettiva situato entro le menti delle persone, e che operano secondo i principi della psicologia, in particolare quelli studiati nel campo della cognizione sociale e della psicoanalisi.

Questi due livelli, il mondo esterno ed interno delle persone sono in continua interazione: ciò che accade nella mente delle persone è in parte reattivo a ciò che accade intorno a loro, ma è anche molto attivo. Le idee della gente e i modi di pensare influenzano il loro modo di agire sull’ambiente e apportare un cambiamento.

nostra traduzione da Amado, G., Ambrose A. (2001) The transitional approach to change. London: Karnac Books,

Gruppi Soci

All’interno del Nodo group sono attivi diversi gruppi di studio di soci/e e simpatizzanti, sia tematici che di intervisione.

I gruppi tematici affrontano argomenti specifici trattati in un’ottica sistemico-psicodinamica; i gruppi di intervisione si confrontano su casi organizzativi utilizzando diverse metodologie e sono localizzati in determinate aree territoriali per favorire gli incontri in presenza.

I portavoce dei gruppi di studio si confrontano periodicamente durante l’anno con la facilitazione di un Referente gruppi, per scambiare ipotesi sulla vita dei gruppi e raccogliere richieste e proposte che i gruppi desiderano portare al Direttivo.
L’intergruppo è quindi un momento di osservazione sul funzionamento dei gruppi e anche dell’associazione, che aiuta a capire come si articola il senso di appartenenza al Nodo dei gruppi stessi.

Accanto ai gruppi nati dal basso, ci sono inoltre gruppi con funzioni specifiche attribuite dal Direttivo come lo Steering Group Listening Post, che ha l’obiettivo di migliorare il coordinamento delle esperienze di LP in Italia confrontandosi con altre associazioni e con il partner inglese OPUS.

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