Social Dreaming

di Franca Fubini

social dreamingIl Social Dreaming è stato scoperto da G.Lawrence negli anni '80 quando era direttore al Tavistock Institute of Human Relations di Londra.
Lawrence, recuperando un sapere storico, e antropologico, ipotizzò che fosse possibile sognare socialmente (considerare il sogno come manifestazione del sociale in cui viviamo), e che i sogni potessero illuminare il contesto sociale condiviso (così come Freud ipotizzò che i sogni, nel corso di un’analisi, possono illuminare la vita inconscia dell’individuo che li racconta).

Il social dreaming è una metodologia per trasformare il pensiero dei sogni usando le libere associazioni, l'amplificazione tematica, e il pensiero sistemico, in modo da creare legami, trovare connessioni e liberare/generare nuovi pensieri.

L'evento base da cui si articola un programma è la Social Dreaming Matrix, dove alcuni concetti base del social dreaming hanno trovato il loro sviluppo: matrice, associazione libera, amplificazione, ipotesi di lavoro, pensiero sistemico.
La matrice è il "luogo" dove la vita cosciente della veglia rispecchia il mondo inconscio/infinito del lavoro-del-sogno che avviene nel sonno. Matrice è un luogo dove 'qualcosa può crescere'.
Matrice è il ritrovarsi di un collettivo di persone (da sei a sessanta, tra cui uno o più 'hosts' - facilitatori del lavoro) per condividere i sogni e , attraverso le associazioni libere e l’amplificazione tematica trovare legami e creare connessioni per esplorare il pensiero del sogno.
Lawrence ipotizzò la necessità di un contenitore del sogno – la matrice - diverso da quello del gruppo – parola satura di significati, strumento troppo conosciuto e da decenni esplorato nella storia delle ricerche del Tavistock Institute e di molti altri ambiti – perchè avrebbe riproposto dinamiche e vertici di osservazione già percorsi, che riportavano principalmente alla psiche dell’individuo nel gruppo.
La matrice propone un contenitore nuovo per rivelare nuovi contenuti del sognare. La matrice è nello stesso tempo sia una forma che un processo. Come forma è rappresentata da un collettivo di persone che insieme creano un contenitore per pensare ai sogni, ai loro contenuti e ai possibili significati. Come processo, la matrice è il sistema, la rete di pensieri, emozioni, connessioni presente in ogni relazione, ma non sempre riconosciuta nè presa in considerazione.

Le associazioni libere furono scoperte da Freud nell’invitare i suoi pazienti a dire tutto ciò che passava loro per la mente senza censure.
Per spiegare il concetto Freud usò la metafora di un viaggio in treno. Quando guardiamo fuori dal finestrino, ogni aspetto del paesaggio rilascia impressioni, immagini e pensieri che sono associazioni libere.
Nel processo di abbandonarsi alle associazioni libere evocate dal racconto dei sogni, si scoprono percorsi che esulano dal pensiero razionale e lineare. Senza la necessità di dover giudicare quello che emerge nella propria mente, si può associare alle immagini di un sogno, e altre immagini potranno connettersi e poi altre ancora, nella ricerca di dare insieme significato ai sogni.

Amplificazione significa espandere un pensiero, un’immagine, una frase.
I partecipanti usano la propria immaginazione per esplorare un sogno, per inquadrarlo nel contesto culturale in cui è stato prodotto, per capirne il simbolismo; senza pensare che ci siano risposte giuste o sbagliate, un’idea porterà ad un’altra idea, un sogno ad un altro sogno nel processo di trasformare il pensiero, che è il compito primario di una matrice. L’amplificazione rispetta l’integrità del sogno.

Il pensiero sistemico del sognare cerca configurazioni che connettono i sogni tra loro elementi simili dei sogni si raggruppano insieme e identificano temi comuni. Il pensiero sistemico non cerca l’opzione migliore e vincente come farebbe il pensiero analitico, ma prende in considerazione tutte le opzioni per lasciare poi emergere una possible sintesi, frutto di tutti gli elementi e qualcosa di diverso dalla somma degli elementi stessi. Somma che diventa poi la chiave della rivelazione di una realtà inaspettata e possibilmente di un vertice di osservazione nuovo.
Nella matrice di SD le seggiole dei partecipanti vengono disposte a fiocco di neve o ad alveare, ovvero da un modulo geometrico iniziale di 4, 5, 6 sedie si sviluppa un pattern composto di multipli del primo modulo. Come se la prima cella di alveare fosse il mattone poi ripetuto per arrivare all’intera costruzione.
La disposizione spaziale riprende in un certo senso lo sviluppo del pensiero del sogno. Molto spesso, se non sempre, il primo sogno raccontato in una matrice diventa il frattale intorno al quale si costruisce, o si dipana poi tutto il pensiero del sognare che segue.
Nel social dreaming i sogni non vengono interpretati, nè si fa alcun riferimento alla vita del sognatore, ma piuttosto si usano per avanzare ipotesi di lavoro, approssimazioni della realtà, così come viene percepita. Le ipotese di lavoro possono collimare con l’evidenza o, all’evidenza dei fatti, risultare ridondanti, in qual caso bisogna avanzarne delle altre.
E’ il metodo scientifico attraverso cui si impara dall’esperienza.
Si verifica quando si raggiunge il limite della propria comprensione rispetto alla realtà in cui si vive e si riconosce il bisogno di formulare nuove ipotesi di lavoro su cui muoversi.
Questo è particolarmente rilevante per ciò che riguarda contesti aziendali, dove periodicamente si è costretti a verificare i limiti della pianificazione e della comprensione del mercato.
I tempi del cambiamento possono richiedere risposte più veloci di quanto un’azienda riesca a dare. In questi momenti è necessario poter accedere a quanto l’inconscio/infinito del sistema ha già registrato e alla sua creatività potenziale per formulare nuove ipotesi che rispondano più tempestivamente alle richieste del mercato.

In Italia programmi di SD sono stati applicati all’interno di consulenze aziendali e di percorsi formativi: nelle istituzioni di pubblica amministrazione, negli ospedali, nelle università, in seminari interculturali, e in ambito di ricerca ,in imprese commerciali ed associazioni no-profit ,in molte organizzazioni che si occupano di immigrati e rifugiati etc.
E’ materia di insegnamento nella facoltà di psicologia di tre università italiane (Roma, L’Aquila, Torino.)
Si tengono regolarmente seminari intensivi di ricerca a Roma e a Torino, dove G.Lawrence partecipa alla conduzione.
Per quanto il Sd sia uno strumento estremamente versatile, e molto interessante da utilizzare, ha ovviamente ambiti di utilizzo più o meno appropriati. Va valutato quando usarlo e come, in relazione a un’analisi precisa di quanto viene richiesto dalla committenza e sapendo quali possono essere i possibili risultati.

- Il Social Dreaming è molto accurato per un’analisi di clima; rivela con molta chiarezza quali sono i pensieri e le preoccupazioni del sistema di appartenenza del collettivo che partecipa alla matrice.
- Favorisce un’interazione fluida e non gerarchica tra i partecipanti: si sviluppano connessioni e conversazioni ‘significative’.
- Favorisce una cultura di non dipendenza, all’interno della quale si sviluppa sia la capacità di esercitare la propria autorità sia di lavorare in un collettivo di persone.
- Favorisce la capacità di tollerare il non sapere, per poter realmente accedere a pensieri nuovi.
- Favorisce lo sviluppo del pensiero sistemico e complesso.
- Utilizzato con continuità porta al cambiamento, che a volte, per sua natura arriva in modo inaspettato e sorprendente.