Formazione

1In coerenza con i suoi presupposti teorici, l’apprendimento implicito nella nostra filosofia di lavoro non è primariamente di tipo razionale e cognitivo, bensì esperienziale ossia basato sull’esperienza diretta delle emozioni e delle dinamiche gruppali ed organizzative vissute nel «qui-e-ora» dai partecipanti al processo.  Riteniamo infatti che questo approccio favorisca più di altri l’ avvio di  un processo di cambiamento oltre l’ assunzione personale di responsabilità.
Per questi motivi le modalità di intervento , pur tenendo conto delle debite differenze di contesto e di finalità, non cambiano significativamente sia di fronte ad una richiesta  di tipo formativo piuttosto che di natura consulenziale.  

Da oltre un decennio continuiamo ad organizzare un ampio ventaglio di seminari, corsi, convegni e laboratori su svariate tematiche quali la consulenza organizzativa, la prevenzione dello stress e del burn-out, l’invidia nei luoghi di lavoro, l’executive coaching, l’osservazione istituzionale, il management nelle aziende sanitarie e nelle imprese sociali, le cure primarie e i gruppi Balint, le problematiche dell’adolescenza ecc.; in tutti questi eventi, accanto a sezioni più o meno ampie di carattere teorico, non mancano mai momenti di tipo esperienziale, riflessivo e auto-osservativo, che agevolano l’apprendimento e la capacità di cogliere i movimenti emotivi più profondi e la cultura implicita dei gruppi e delle organizzazioni. In tali circostanze i docenti si trasformano in consulenti o facilitatori, abbandonando le presentazioni in powerpoint per ricorrere a strumenti più interattivi, come le ipotesi interpretative, il role-playing, l’uso dei sogni e delle narrazioni, il “disegno dell’organizzazione”, i gruppi guidati e quelli “leaderless”, l’acquario.